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martedì 23 luglio 2013
Intervento sul Bilancio
Come ha detto Lei Presidente, nella seduta di Venerdì, dal punto di vista meramente tecnico il bilancio risulta corretto; anche se non rimane molto chiara la questione della previsione di entrata per il 2013 a livello comunale di 51 milioni di euro per sanzioni amministrative da codice della strada (su cui anche il Collegio dei Revisori ha sollevato dei dubbi) di cui anche l’Assessore Petretto aveva delle remore: risulta comunque una delle maggiori entrate da parte del Comune mentre il Sindaco Renzi al punto 9 del suo programma elettorale aveva definito “vessatorio e medievale un Comune che fa cassa sulle spalle dei cittadini con le multe”: ritengo questo un chiaro esempio di incoerenza ed ipocrisia da parte del Sindaco, oltretutto in una situazione ancora non chiara sulla regolarità o meno degli autovelox presenti a livello cittadino.
Tornando all’analisi sul bilancio,
non essendo un addetto ai lavori nell’ambito della revisione dei conti, la parte tecnica non mi compete fino a quando non ci sono obiezioni da parte degli organi di controllo che devono analizzarlo. L’aspetto che mi compete maggiormente è quello politico.
Ogni volta che sono stato chiamato ad esprimere un parere sul Bilancio, mi sono ritrovato davanti ad una linea politica che prevedeva, in una fase economica molto difficile, una scelta sulle priorità nell’impiego delle poche risorse a disposizione del Quartiere, che non ho mai condiviso.
Quando arriva una fase economica difficile come quella attuale, ci si trova ad amministrare delle risorse limitando le spese contingenti: questo porta conseguentemente a dover assegnare delle priorità verso tutto ciò che riteniamo necessario e imprescindibile.
La scelta Politica prioritaria del Quartiere in questa legislatura, è stata quella dell’Integrazione: ne è dimostrazione il fatto che in questi quattro anni le poche voci in attivo nel Bilancio, compreso il 2013, sono quelle dei capitoli relativi alle prestazione di Servizi per iniziative socio-culturali e l’acquisto di beni di consumo e/o materie prime per immigrati e Rom.
L’integrazione, quando intelligente, assume un ruolo “chiave” per lo sviluppo di una città ma al contempo ci sono anche altri valori anch’essi da difendere e da salvaguardare: la tutela del cittadino, la fruizione in sicurezza della città, la partecipazione, lo sviluppo economico e sociale, la libertà nel senso più ampio e nobile del termine.
Ritengo che il peggior fallimento della linea Politica del Quartiere sia quello di non essere riuscito con gli investimenti economici effettuati ad abbattere il “muro sociale” fra cittadini e rom e di aver limitato le risorse destinate ai suddetti valori.
In conclusione, evidenziando come detto un forte sbilancio tra le risorse destinate alla politica d’integrazione e quelle destinate alle politiche sopra elencate, non ritengo politicamente efficace ed efficiente la previsione di Bilancio 2013: per questi motivi il mio parere non può che essere negativo.
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